Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-05-15

Un matto da legare di Emily Dickinson - Maria Beatrice Maranò

L"almanacco di oggi ci ricorda la scomparsa di una delle più grandi poetesse di tutti i tempi Emily Dickinson.

Muore a causa di una nefrite il 15 maggio 1886, nella  casa dei suoi genitori e il desiderio da lei espresso che il corteo funebre passasse per i suoi amati campi, fu esaudito. Quando era in vita solamente sette dei suoi componimenti vennero pubblicati. A Emily non interessava pubblicare in vita, era talmente al di sopra delle cose terrene che non le interessava la celebrità e poi lo scrivere poesie non era un attività che si confacesse alle signorine di " buona famiglia". Il padre era un  avvocato"duro e terribile", come lo definirà lei stessa. " Mio padre", scriveva Emily "è troppo impegnato con le difese giudiziarie per accorgersi di cosa faccio; mi compra molti libri ma mi prega di non leggerli perché ha paura che scuotano la mia mente". Emily visse l"amore in modo tormentato e travagliato: ma per lei l"amore fu un"esperienza metafisica. Molti interpreti hanno identificato nel pastore protestante reverendo Wadsworth, l"oggetto d"amore che ispirava Emily nelle sue poesie. Ma ella vide il reverendo due sole volte in tutta la sua vita. Aveva venticinque anni quando decise di estraniarsi dal mondo anche a causa della sua malattia agli occhi. Credeva che con la fantasia si riuscisse ad ottenere tutto ed interpretava la solitudine ed il rapporto con se stessa come veicolo per la felicità. Emily nella sua poesia, come era nel carattere, era granitica, una colonna, non avrebbe potuto vivere con nessuno; scrive di se stessa : "…la mia vita era stata un fucile carico , negli angoli , finché un giorno il proprietario passò - mi identificò -e mi portò via e ora vaghiamo in boschi regali -e ora cacciamo la cerva –e ogni volta che parlo per lui -le montagne subito rispondono..." -. Il cacciatore non è l"amato è la poesia. Il Tu in Emily non è you ma è maiuscolo, è un Tu non individuabile. (Così in una bellissima poesia "Se Tu venissi in autunno, Io scaccerei l'estate, un po' con un sorriso ed un po' con dispetto, come scaccia una mosca la massaia. Se fra un anno potessi rivederti, Farei dei mesi altrettanti gomitoli, Da riporre in cassetti separati, per timore che i numeri si fondano. Fosse l'attesa soltanto di secoli, li conterei sulla mano, sottraendo fin quando le dita mi cadessero nella Terra di Van Diemen. Fossi certa che dopo questa vita la tua e la mia venissero, Io questa getterei come una buccia e prenderei l'eternità. Ora ignoro l'ampiezza del tempo che intercorre a separarci, e mi tortura come un'ape fantasma che non vuole mostrare il pungiglione".). L'erotismo di Emily è un erotismo casto, è mistica, metafisica: una vergine di ferro. La mancanza d'amore in spiriti fervidi produce poesia ( "la mancanza di tutto ( d'amore essenzialmente)", scriverà Emily, "mi preservò dal sentire la mancanza delle cose minori") In Emily lo stile è un fenomeno al di sopra di ogni possibile definizione: scrive nell'800 ma è come se fosse del '900. Nell'800 nessuno scriveva come lei, Walt Whitman, aveva uno stile da pioniere, versi ampi, altisonanti, sonori, distesi,. Quella di Emily è una poesia surrealista, moderna, il suo respiro è un respiro metafisico; il tempo in lei si annulla, siamo a contatto con l'eterno. Noi potremmo se abbattessimo tutte le barriere, essere tutte le vite precedenti. La descrizione della propria morte avvenuta è di una modernità incredibile ("Poiché non potevo fermarmi per la morte -lei gentilmente si fermò per me -la carrozza non portava che noi due -e l'Immortalità -procedemmo lentamente - non aveva fretta ed io avevo messo via il mio lavoro e il mio tempo libero anche per la sua cortesia -oltrepassammo la scuola, dove i bambini si battevano.Nell'Intervallo - in cerchio -oltrepassammo campi di grano che ci fissava -oltrepassammo il sole calante -O piuttosto - lui oltrepassò noi -la rugiada si posò rabbrividente e gelida -perché solo di garza, la mia veste -la mia stola - solo tulle -sostammo davanti a una casa che sembrava- un rigonfiamento del terreno -Il tetto era a malapena visibile -Il cornicione - nel terreno -da allora - sono secoli - eppure li avverto più brevi del giorno in cui da subito intuii che le teste dei cavalli -andavano verso l'eternità"). In Emily c'è il miracolo della parola fatta carne come in Saffo,vi è la fusione tra il massimo dell'astrazione metafisica ed il massimo della densità. Emily riprende i classici greco-latini senza averli mai letti, ( aveva letto Shakespeare, la Bibbia e la Bronte). In lei ci si perde e ci si ritrova di continuo, c'è il vuoto ed il pieno. Nell'immaginario Dickinsoniano ("...E la montagna alla sera adatta la sua fisionomia -non un muscolo che indichi -la sua esperienza )le vette più alte, nella loro immobile grandiosità, simboleggiano quanto di più vicino alla divinità ci può essere sulla terra. Nella descrizione della poesia la montagna è ritrosa, sfuggente, non si cura di sfoggiare la sua grandezza. Eppure davanti a lei il tempo si ferma, passano i tramonti e i giorni senza scalfire la sua immobile indifferenza. E davanti ad uno spettacolo così possente non rimane che inginocchiarsi, o, implorare, in silenzio. Il respiro in Emily è forte, Carducciano. Emily fortissima, morirà di morte naturale in età avanzata ( per quei tempi), dopo una lunga malattia, dando prova di una grande forza di sopportazione. Leopardiana è la Dickinson in questa splendida poesia: "Ti vedo meglio - al buio - non ho bisogno di luce -l'amore per te - è un prisma -che oltrepassa il violetto -ti vedo meglio per gli anni -che si accumulano in mezzo -la lampada del minatore - è sufficiente -per annullare la miniera –e nella tomba - ti vedo ancor meglio -i suoi piccoli pannelli sono ardenti - tutti rosseggianti - della luce che io tengo così alta, per te -che bisogno c'è del giorno - per chi nella tenebra - ha tale - incomparabile sole - che sembra essere - continuamente -al meridiano?"... Per approfondire nel confronto con Antonia Pozzi, cfr  "Che sia l'Amore tutto ciò che esiste: abbandonati in braccio al buio!!! Emily Dickinson e Antonia Pozzi: due straordinari modi di fare poesia al femminile a confronto!",scritto da me in questo sito.


Molta follia è suprema saggezza

per un occhio che capisce -

molta saggezza, la più pura follia.

Anche in questo prevale la maggioranza.

Conformati, e sei saggio -

dissenti, e sei pericoloso.

Un matto da legare. (Emily Dickinson)



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