Changing Society, Intersezioni -  Tornesello Giulia - 2014-01-19

UNA DONNA SEMPLICE - Giulia TORNESELLO

Salut Prof. Ziviz, au plaisir …

Scrivo per tutte le donne forti. Inizio con il francese perché mi ha dato ai nervi, lessicalmente, un recente articolo di Maria Laura Rodotà per lo sgradevole neologismo usato allo scopo di affermare che qui in Italia di donne veramente forti non ne abbiamo. La citazione (in nota a margine) leggetela subito se siete curiosi, ma in scrittura non la metto. La domanda in incipit è questa: possiamo usare il linguaggio come uno strumento vivo? L"uso dissonante e strumentale di una scelta linguistica di cattivo gusto nella patria di Dante non va … ed è nostra abitudine qui a P&D (Italy) non considerare la forza delle donne a partire dalla ribalta sulla quale operano. Meglio la realtà visibile verificabile incontestabile. La realtà di una sede giudicante "Abilitazione Scientifica Nazionale" e della forza di una lettera lessicalmente godibile, perfetta nella sua sobria amarezza. Per questo non mi limito a darvi il link, voglio rileggerla con voi cari lettori. La donna che la scrive si chiama Patrizia Ziviz. Ecco il testo del suo messaggio aperto:

[Rientro nel novero di quei candidati all"abilitazione di prima fascia nel settore 12/a1 – Diritto privato - che, nel pomeriggio del 24 dicembre, si è visto recapitare quale dono di Natale il giudizio di non idoneità. La lettura del giudizio mi ha sorpreso: scoprivo, infatti, che – pur essendo presenti nel mio curriculum 112 pubblicazioni – ne avevo sottoposte alla Commissione, in luogo del numero massimo di 18, soltanto 17: così, in effetti, si afferma nel giudizio del Presidente, il cui testo è stato riproposto pedissequamente quale giudizio collettivo della Commissione. Avendo, improvvidamente, lasciato la mia domanda di abilitazione nei cassetti della scrivania universitaria, ho dovuto attendere la riapertura post-festiva degli uffici per poter verificare che, come ricordavo, le pubblicazioni da me presentate erano in realtà 18 (come peraltro documentato dal giudizio di altri tre dei commissari). La casualità vuole che – essendo la fortuna cieca – la pubblicazione trascurata dal Presidente fosse proprio la mia opera principale: una monografia di 600 pagine intitolata "Danno non patrimoniale. Evoluzione del sistema risarcitorio" edita nel 2011 da Giuffrè. Sono certa che l"esame di tale monografia non avrebbe modificato il giudizio negativo formulato a mio carico. A contare, infatti, non è affatto il numero di opere presentate. Prova ne sia – come tutti possono verificare consultando i risultati – che esistono candidati (coetanei, ma ben più valenti della sottoscritta) giudicati idonei a fronte della presentazione di 8 ovvero 7 opere, evidentemente dotate di un dirompente impact factor. A contare, dunque, è la sostanza. E lo studio in questione era pur sempre un"opera riguardante il danno non patrimoniale: un tema che va a confermare la scarsa varietà di interessi della candidata (considerato che la trattazione dello stesso ha richiesto di indagare esclusivamente nel campo dei rapporti familiari, del mobbing, dell"ambiente, dell"animale d"affezione, della casa d"abitazione, della malpractice medica, della perdita della vita, dell"inadempimento, degli atti di discriminazione, della nascita indesiderata, del danno all"immagine della p.a., dei diritti della personalità, e via dicendo). Per cui avrebbe trovato senz"altro conferma la valutazione delle pubblicazioni scientifiche, quale espressa nel giudizio collegiale della Commissione, nei termini di "limitata per qualità della produzione scientifica sulla base dell"originalità, del rigore metodologico e del carattere innovativo".

Dice fra le righe la lettera. Quando il vostro pensiero, cari Colleghi, ha raggiunto queste frontiere perché non cambiare semplicemente direzione?

Ma loro potrebbero cavarsela con una citazione: non c"è più "un altrove". (Hans Magnus Enzensberger)

Tutte le parole sembrano uguali, tutti i valori sono indifferenti, tutto il reale sembra immaginario? È vero forse, ma non è necessario subirla questa "claustrofobia". (Enzensberger)

Come rimedio si suggerisce l"ostinazione, l"ostinazione a guardare le cose come stanno. E l"ostinazione è però una virtù "squisitamente" piccolo borghese. (sic!)

E poi:
"non sappiamo quanto durerà questo trend". Forse tanto.
Certo è prevedibile che sul versante del diritto ci vorrà una notevole ostinazione.

La realtà.

Era quasi sempre lì Patrizia Ziviz, rispondeva alle mie e alle mille telefonate di tanti con cortese efficienza. Istituto Giuridico Diritto Privato, Università di Trieste.

Lavorava nell"équipe di ricercatori del Prof. Cendon. Sembrava il suo, ai miei occhi di semplice operatrice del diritto, un tempo del lavoro di ricerca dilatato all"infinito dall"interesse per la materia. Ho saputo poi negli anni da un caro amico di entrambe, anche lui ricercatore con Cendon, della grandezza del loro lavoro che era anche empatia ma innanzi a tutto era rigore percorso dall"entusiasmo di innovazione che cancellava la stanchezza. Voci che si fondevano intuizioni che si incontravano. Niente ribalta allora ma un lavoro incessante. Quando nel Salento finibus terrae ricevetti dalla Sapienza di Roma i primi appunti informali dal Prof. Cendon sul Danno Esistenziale fui presa anch"io.

Ma non divago. C"è un tempo, un dove, un quando :

[…occasione per la seconda scoperta sono state questa volta le rassegne che avevamo iniziato a redigere per conto della RTPDC: anno per anno c"era da riscontrare le sentenze che erano state emesse in tema di responsabilità civile. Ed ecco allora la sorpresa. Sempre più spesso capitava di imbattersi in tipologie di pregiudizi che niente avevano a che fare, a monte, con un attentato alla salute fisica o psichica e che mostravano poi di tradursi quanto al tenore delle ripercussioni, in momenti di tipo né patrimoniale né morale. Solo più tardi dovevo accorgermi come il problema non stesse soltanto in domande del genere: i misteri fitti cominciavano dopo, al momento di definire il quantum respondeatur, quando veniva il momento di interrogarsi circa i riflessi effettivi quotidiani, del patimento, di un"emotional disturbance. Danni patrimoniali, beninteso ma oltre a questi?

Cosa comportava l"aver perduto in tutto o in parte l"abitudine a reagire, la pienezza completa dell"intelletto? Il non aver più il controllo assoluto dei propri gesti, il senso della realtà, le risorse del feedback, la prontezza di adeguamento agli altri codici? Le sfumature del c.d. pretium doloris, allora: amarezze, penombre, cespugli del cuore……..]

[…e c"erano da considerare, ed ecco il punto, ricadute diverse: versanti meno liquidi anzi terribilmente concreti ed avvolgenti… l"impossibilità di difendersi dal male, le complicità interpersonali disgregate l"emarginazione lavorativa l"intimità frequentemente compromessa il declino della indipendenza. Una epifania giorno per giorno diversa, un"altra agenda …] Paolo Cendon Prospettive del Danno Esistenziale in RIVISTA ORDINE DEGLI AVVOCATI DI LECCE GIURISTI DEL NOSTRO TEMPO: INTERVISTA A PAOLO CENDON DI GIULIA TORNESELLO, ED. DEL GRIFO ANNO X N.1 2005.

C"è un tempo. Il 2003

Arriva quest"anno come una conferma di sovranità della nuova tipologia di danno risarcibile.

C"è un luogo. Roma per iniziare.

I seminari di formazione del CSM: i magistrati ascoltano. Relatori Paolo Cendon e una giovanissima Patrizia Ziviz. Lo apprendo dal vivo da una carissima amica, magistrato di Corte d"Appello a Roma, ora in Cassazione: donna semplice, donna forte anche lei, la mia amica d"infanzia. Commenti tecnici tra noi, con qualche tocco tipicamente femminile. Che non è curiosità, guarda alla giovane donna. E poi infine…addolcisce la battaglia infinita che intuiamo si scatenerà negli anni a venire fra giuristi di diversa formazione, estrazione, finalità (ved. Giuristi del nostro tempo Paolo Cendon cit.).

C"è un chi.

La monografia di 600 pagine intitolata "Danno non patrimoniale. Evoluzione del sistema risarcitorio" edita nel 2011 da Giuffrè. Sigla un percorso ininterrotto di ricerca e docenze.

Patrizia Ziviz ha dedicato ai suoi genitori la prima opera importante (La Tutela risarcitoria della persona. Danno morale, danno esistenziale Milano 1999). Una donna semplice una donna forte, forte (parrebbe) anche nella fedeltà agli affetti, rara avis.

Latino cari lettori incipit francese in fine latino, sì latino. Perché troverete ora la promessa nota a margine made in USA.

NOTA A MARGINE

"Leggi gli articoli on line che hai messo via a fine anno, leggi quelli dal resto dell"Occidente, leggi quelli riguardanti femmine, ne leggi alcuni che qui non avrebbero cittadinanza. Uno si intitola 13 Badass Women of 2013, e ovviamente non c"è un"italiana. Perché badass, letteralmente e poco elegantemente "terga cattive", vuol dire tosto, aggressivo, assertivo senza attenersi a troppe regole di bon ton"

Per il testo completo (blog.iodonna.it/maria-laura-rodota DONNE TOSTE FATEVI AVANTI)



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