Changing Society, Libertà costituzionali -  Mottola Maria Rita - 2014-02-23

UNA NAZIONE PUO SOPRAVVIVERE …. – Maria Rita MOTTOLA

"Amici, Romani, contadini, prestatemi attenzione; io vengo per seppellire Cesare, non per elogiarlo. Il male che gli uomini compiono vive dopo di loro; il bene è spesso interrato con le loro ossa. Quindi lasciate che sia così per Cesare. Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso. Se così era, era una colpa grave. E gravemente Cesare le ha risposto. Qui sotto il permesso di Bruto e dei rimanenti (poiché Bruto è un uomo d'onore, e così tutti gli altri, tutti uomini d'onore), io vengo a parlare al funerale di Cesare. Era mio amico, fedele e corretto con me; ma Bruto dice che era ambizioso, e Bruto è un uomo d'onore. Aveva portato molti prigionieri a casa a Roma, i cui riscatti avevano fatto riempire le casse dello stato. In questo Cesare sembra ambizioso? Quando i poveri avevano pianto, Cesare aveva pianto; L'ambizione dovrebbe essere di una stoffa più dura. Tuttavia Bruto ha detto che era ambizioso; e Bruto è un uomo d'onore; Voi tutti avete visto che ai Lupercali per tre volte gli ho offerto la corona reale, che lui per tre volte ha rifiutato: era questa ambizione? Tuttavia Bruto dice che era un uomo ambizioso; e Bruto, sicuramente, è un uomo d'onore. Non parlo per confutare ciò che ha detto Bruto, ma sono qui per dire ciò che so. Una volta voi tutti lo avete amato, non senza motivo. Quale motivo, dunque, vi trattiene dal lamentare la sua morte? Oh giudizio, tu sei fuggito verso le bestie più selvagge. E gli uomini hanno perso la loro ragione! Nasci con me; il mio cuore è nella bara con Cesare. E devo aspettare finché ritornerà indietro da me" (Giulio Cesare di W. Shakespeare, 1599, orazione funebre di Antonio)

Insuperabile la tragedia shakespeariana, insuperabile nel tracciare il profilo psicologico dei personaggi, le loro virtù, la difficoltà di accettare i mezzi che pur portano a evitare la tirannia. Attuale, attualissima tragedia. L'ambizione avrebbe condotto Cesare ad accettare la corona di Dittatore ma il coraggio dei congiurati e il loro tormento non riescono a eliminare il senso incombente di tradimento.

Ambizione e tradimento. Certo allora, duemila anni fa, e forse ancora all'alba di quel '600, secolo magico di innovazione e ricerca, incredibilmente complesso e oscuro. Ma oggi ... veramente pensiamo che l'ambizione di oggi sia sorretta da valore e coraggio, da intelligenza e lungimiranza, da amore per la patria e per la res publica? Ma quale italiano di buon senso lo potrà mai pensare?

"Una nazione può sopravvivere ai propri stupidi e agli ambiziosi. Ma non può sopravvivere al tradimento dal di dentro. Un nemico alle porte è meno temibile, perché è riconoscibile e porta i suoi stendardi apertamente. Ma il traditore si muove liberamente tra la gente, coi suoi bisbigli furbi che si spargono in tutti i luoghi, e si sentono persino nei corridoi del governo stesso. Il traditore non ha l'apparenza del traditore – parla con accento familiare alle vittime, ha la loro faccia e i loro vestiti, e fa appello alla bassezza che si annida nel cuore di ogni uomo. Costui fa marcire l'anima di una nazione – opera in segreto e incognito nella notte per minare i pilastri dello stato – infetta il corpo politico al punto che non possa più resistere. Un assassino è meno temibile" (Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.), Discorso al Senato romano).

Ecco forse il chiaro discorso di Cicerone si attaglia di più al momento attuale. Una vasta massa di stupidi ...

Forse il prof. Cipolla si è sbagliato nel suo impareggiabile pamphlet sulla diffusione della stupidità. Non è vero come egli dimostrava attraverso una indagine conoscitiva del tutto inventata che la stupidità umana, quella che determina solo il male di tutti ben diversa dalla cattiveria (il cattivo almeno procura il proprio bene così che la somma complessiva del bene sia pur sempre uguale o maggiore a zero), sia egualmente diffusa in tutti gli strati della popolazione, nel caso quella universitaria. ( C. M. Cipolla "Allegro ma non troppo" Mulino, 1988)

Ora la stupidità è concentrata, assolutamente concentrata nella classe dirigente italiana, in tutti i settori dell'attività pubblica e privata, purché si raggiungano i vertici dirigenziali. Ecco proprio lì la stupidità alligna come la gramigna. Tra le leggi fondamentali della stupidità il prof. Cipolla annovera quella che mette in guardia dagli stupidi che non vengono riconosciuti come tali da coloro che stupidi non sono, in altre parole le persone intelligenti fanno fatica a credere quanto abissale sia la stupidità di altri, e così la stupidità diviene la caratteristica più pericolosa di una persona.

E per concludere se gli stupidi sono estremamente pericolosi e se gli ambiziosi rischiano grosso, da entrambi è possibile che il popolo prima o poi riesca a difendersi. Ma chi tradisce, chi subdolamente afferma e opera all'apparenza per il bene della nazione e viceversa, trama con il nemico, intesse rapporti con l'aggressore, lavora nell'interesse esclusivo dello straniero a danno del suo paese, può definitivamente distruggere una nazione e il suo popolo... il rischio esiste, non abbassiamo la guardia!

P.S. Cicerone era italiano e forse anche William Shakespeare. Vi è chi sostiene sia nato in Sicilia. In Sicilia è stata scritta la commedia Troppo trafficu pì nnenti scritto in messinese da un certo Michelangelo Florio Scrollalanza, e recentemente nel 2011 Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e primate della Comunione Anglicana, ha affermato di credere che il Bardo di Avon fosse cattolico. Tra un atto di battesimo e le opere teatrali non esiste nulla che possa raccontare la sua storia. Ci piace credere che la sua poetica passione, il suo amore per la libertà, la sua profonda ricerca spirituale e psicologica, abbiano origini nostrane.



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