Varie, Malati fisici, psichici -  Redazione P&D - 2017-01-21

UNA PURA CASUALITÀ – Sara COSTANZO

Quando ho scoperto di aver problemi agli occhi ricordo che una scossa leggera e dignitosa mi attravresò il cuore. Giusto un po" più in là di dove mi trovavo, nei luoghi e nei pensieri del dopo che già facevano capolino.

Ma non erano cose che toccavano solo agli altri? Possibile che la vita non mi avesse riservato una nicchia protetta? Che mi aesse tradito senza lasciare in giro sospette scie di profumo, capelli elettrizzati incollati alle cravatte?


Si dice che ognuno attraversa gli eventi seguendo i filtri del suo animo: chi nega, chi cerca, chi delega, chi ascolta, chi si ostina. Chi cede e chi diventa più forte, chi perde il senso e chi lo trova; chi ama un po" di più il suo prossimo e chi non perdona agli altri la luce del sole. Chi cambia vita e chi decide di congelarla per un po"; chi ritrova gli affetti e chi la forza di metterli finalmente via. Ognuno a suo modo, senza pretese di giustizia, senza retoriche su ciò che è sano. Perchè la più salda virtù di chi - dicono - "ha sofferto", ha lo stesso valore di un esperimento non ripetibile: magico e unico, evidente e vivo. Ma a pari merito, e con il volto coperto, lo sperimentatore e il destino che si contendono il premio.


Io cerco un "segno". L"ho sempre fatto. Mi affanno alla ricerca di una cornice, di un tema, di un qualcosa che mi aiuti a soddisfare creatività e bisogno di controllo, voglia di infinito e paura dell"incerto. Come in una sorta di compulsione atossica, di identità incorporea e mentale, di mondo in cui ogni cosa ha almeno in germe la possibilità di avere un senso, di essere buona.
Una difesa, magari una virtù. Forse solo un lascito genetico, un gioco di carte, una "pura casualità"…
E mi affaccio al mercato delle possibilità.

Le medicine non convenzionali: complementari, alternative, riconosciute, avversate; secolari, di nuova generazione, rivelate, inventate, prese a prestito. Tecniche simil-stregonesche, pratiche nebulosamente agganciate a religioni storiche, scienze riprodotte in vitro e vere e mirabili abilità. Testi dal taglio rigorosamente scientifico e siti a mo" di brochure turistica; corsi di ogni genere, vacanze residenziali, studi polivalenti.


Il generico Approccio Olistico e l"incerta Antropologia Esistenziale; l"enigmatica Omotossicologia e il presuntuoso Pensiero Globale, la simpatica Odontolistica e la nuova Astrologia Umanistica. Qualcuno si cura con l" Ortocheratologia, qualcun altro con la Idrocolonterapia; c"è chi è specializzato in Medicina Otomolecolare e chi si cura con le mappe dei meridiani; chi riesuma la famosa Terapia Orgonica e chi vende digiuni ferrei. Chi è un Terapeuta della Guarigione (?), chi del respiro; chi si limita all"ipnosi e chi ti assicura la conoscenza di precedenti vite.

Puoi guarire con l" Aromaterapia, l" Aura Soma, l" Ayurveda, la Biodanza. O con l" avventurosa Magnetoterapia, l"eterea Meditazione Trascendentale, la folkloristica Radioestesia. Si può provare con la Grafologia Medica, la Chioropratica, il Pranic Healing, l" Iridologia. O magari con il Rebirthing, il Reiki, i Fiori di Bach, il Rolfing.

Scandagliare i segreti dei Bioritmi, offrire mani e piedi alla Riflessologia, i sensi al potere della Terapia del Cristallo, la dura madre al terapeuta Cranio sacrale, le orecchie al mondo della musicoterapica: l"uomo come strumento musicale, la melodia individuale e la melodia cosmica.

E questo a voler escludere la tradizionale agopuntura, la secolare omeopatia, il noto Shiatsu, la generica fitoterapia. A voler prescindere dalle boccette delle erboristerie, dalle diete macrobiotiche , dai principi della medicina cinese; dai rimedi della nonna, dai santoni miracolosi, dai riti importati chissà come.


Di tutto un po" insomma. Diluito tra siti e testi contro le case farmaceutiche, l"attendibilità delle ricerche che i governi definiscono scientifiche, i giochi di potere , i giri di danaro.
Amalgamato alla troppa specializzazione dei medici "ordinari", alla cura che non vede il malato, all"accanimento terapeutico, al bisogno di umanità che pare esso stesso un emergenza sanitaria.
Ma anche mescolato a gravi vendite di miracoli, a onnipotenti mani di grandezza, agli stessi difetti di cui si accusa la scienza; esposto agli stessi rischi, offerto all"identico gioco del mercato, alla medesima sensazione di unica possibile verità.


Io cerco un "segno". L"ho sempre fatto. Magari gioendo del fatto di avere un "aura luminosa", suggerendo di aggiungere thè verde alle pasticche di cortisone, chiedendomi se forse devo "aprire" il sesto chakra.
Perché in fondo, la guarigione è come l"amore: una questione di persone più che di teorie; di utilizzo più che di principi, di alchimia più che di somme, di fiducia più che di coraggio. E forse -ma solo forse- una buona dose di "pura casualità"…



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