Legislazione e Giurisprudenza, Responsabilità oggettiva, semioggettiva -  Mazzon Riccardo - 2014-02-13

UNA STRANA PRONUNCIA: IL DUBBIO SUL FORTUITO NEI DANNI DA COSE IN CUSTODIA - RM

E' stato recentemente chiarito, in solo apparente (in quanto la pronuncia pare volersi riferire al dubbio relativo alla sussistenza o meno del caso fortuito) contrasto con i principi solitamente utilizzati quanto all'onere della prova dell'esistenza del nesso eziologico, come, nell'eventualità della persistenza dell'incertezza sull'individuazione della concreta causa del danno (ma dato per accertato il nesso causale tra cosa in custodia e danno medesimo), rimanga a carico del custode il fatto ignoto, in quanto non idoneo a eliminare il dubbio in ordine allo svolgimento eziologico dell'accadimento (costituente caso fortuito):

"perché possa configurarsi in concreto la responsabilità per i danni cagionati da cose in custodia è sufficiente che sussista il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato, senza che rilevi al riguardo la condotta del custode e l'osservanza o meno di un obbligo di vigilanza, in quanto la nozione di custodia non presuppone né implica uno specifico obbligo di custodire analogo a quello previsto per il depositario. Nell'eventualità della persistenza dell'incertezza sull'individuazione della concreta causa del danno, rimane a carico del custode il fatto ignoto, in quanto non idoneo a eliminare il dubbio in ordine allo svolgimento eziologico dell'accadimento" (Cass. civ., sez. II, 3 settembre 2010, n. 19045, GDir, 2010, 41, 57 - conforme - Trib. Isernia 27 gennaio 2010, n. 71, Redazione Giuffrè, 2010 – conforme - Cass. civ., sez. III, 10 marzo 2009, n. 5741, GCM, 2009, 3, 422 - cfr., amplius, da ultimo, "Responsabilita' oggettiva e semioggettiva", Riccardo Mazzon, Utet, Torino 2012).



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