Changing Society, Persone con disabilità -  Marra Angelo D. - 2014-03-24

UN'IMMAGINE DICE PIÙ DI MILLE PAROLE- Angelo D. MARRA

È questo che ho pensato quando mi hanno proposto di aiutare il progetto "QUALEMEMORIA" a raccontare, attraverso scatti fotografici, l'esclusione subita dalle persone disabili.

Io dovrei suggerire agli studenti dell'Accademia delle  Belle Arti di Reggio Calabria cosa fotografare, come fotografarlo, dove puntare il loro obiettivo: dovrei, insomma, fare da regista della situazione o, più precisamente, del racconto.

Perfetto: un'immagine racconta più di mille parole. Il mio problema è tuttavia duplice: primo, non sono un regista né so usare la macchina fotografica a tal punto da immaginare quale possa essere l'immagine più significativa è più comunicativa; secondo, l'esclusione di cui fanno esperienza quotidianamente le persone disabili a Reggio riguarda aspetti dinamici che sono difficilmente "cristallizzabili" in una fotografia.

Penso al fatto che non è possibile entrare quasi in nessun negozio, gli stalli di parcheggio per le persone disabili sono posizionati quasi tutti in discese molto ripide (e perciò inutilizzabili da persone con serie difficoltà di equilibrio o movimento).

Mi vengono in mente tutti gli scivoli di accesso ai marciapiedi, presenti da un solo lato della strada, tutti gli ingressi " alternativi", dedicati alle persone disabili che - immancabilmente - non coincidono con l'ingresso principale di uno stabile.

Ancora, tutte le toilettes per persone con disabilità trasformate in sgabuzzini e ripostigli per le scope...

Ricordo le decine di volte che ho provato a prendere un autobus senza riuscirvi perché la rampa di accesso non funzionava, il mio costante "camminare" in mezzo alla strada perché non è possibile - con la sedia a rotelle elettronica - salire e scendere dai marciapiedi della mia città....

Come raccontare tutto questo e molto altro fotograficamente? Non lo so proprio: oggi vedrò i docenti dell'Accademia che mi hanno chiesto di aiutare i ragazzi, il resto verrà da sé... Lo scopriremo solo vivendo...

Intanto, con la scusa che non so usare la fotografia per comunicare, qualche cosa la ho raccontata anche ai lettori di Persona&Danno. Paradossalmente il mio modesto espediente è servito a "fotografare", sia pure attraverso uno scritto, la situazione.



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immagine A3M

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