Changing Society, Intersezioni -  Pant√® Maria Rosa - 2013-07-21

VACANZE, GATTI E POMPIERI - Maria Rosa PANTÉ

Abbiamo trascorso una settimana in vacanza in Val di Rabbi, in Trentino, è una valle laterale, parallela alla più nota Val di Sole. La val di Rabbi mi è molto piaciuta, alloggiavamo in un appartamento a 1300 metri, da lì abbiamo visitato le malghe, le terme di Rabbi, le cascate. È un bel posto per passare le vacanze. Noi ci siamo andati coi tre gatti com'è nostro costume.

Abbiamo scelto per questo un appartamento ai piani alti, da cui in gatti non potessero uscire, né saltare fuori dalle finestre. I gatti, forse perché sono tre e sono abituati a viaggiare, si adattano presto alle nuove situazioni. Questa volta a distrarli c'era anche un nido di rondini coi rondinini (molto pascoliano), anche io e mio marito ci siamo incantati a vedere i genitori nutrire i piccoli. Soprattutto erano incantanti i gatti e in particolare la gatta Brina, la più giovane, agile e intraprendente dei tre.

Un pomeriggio la gatta Brina non si trovava più: era uscita inseguendo uccelli o farfalle chissà e, passando su uno stretto asse di legno a circa 10 metri di altezza, era approdata nel sottotetto, per noi irraggiungibile. Passavano le ore e la gatta, che ora miagolava non riusciva a tornare. Alla fine abbiamo chiamato... i pompieri. Proprio così come nei migliori film, come nei migliori fumetti. Era ormai sera e i pompieri volontari di Rabbi sarebbero arrivati il giorno dopo. Sicché Brina ha trascorso la notte nel sottotetto. Alla mattina sono arrivati due pompieri, s'è tentato di tutto, ma Brina è scomparsa. Io ho provato persino l'ebrezza di salire sul tetto del furgone dei pompieri per vedere se la gatta rispondeva alla mia voce. Nulla. Al pomeriggio, mentre io ero in preda a un'ansia terribile e immaginavo già Brina murata viva a morire di inedia, è arrivato il capo dei pompieri con un carpentiere. Eccoli entrambi sul tetto: come facciano non so. S'è bucato il tetto, s'è guardato ovunque ma niente! Brina non appariva. Addirittura s'è tentato con la termocamera. Nulla, Brina è così piccola. In sostanza siamo rimasti soli io, mio marito e due gatti a soffrire.

Finché: frrr, frrr, frrr... un rumore sopra le nostre teste, nel solaio che pareva irraggiungibile. Dopo poco ecco Brina in mezzo al corridoio: era rientrata dal buco fatto nel tetto durante il pomeriggio.

Brina Brina Brina. Con la coda enorme della paura e ventre a terra, ci guardava ancora spaventata: era stata a vagare nel sottotetto per 31 ore!

Vorrei ringraziare i pompieri di Rabbi per la gentilezza e l'impegno, ringraziare il carpentiere che ha lasciato altri lavori per soccorrere la nostra micia e la padrona di casa che ha subito acconsentito a tentare tutto per trovare la gatta. Naturalmente abbiamo risarcito i danni, ma la disponibilità di tutti è stata grande.

Infine per far capire come ogni essere che si ama è un grande amore e come l'assenza, la paura di perdere qualcuno si somma alle perdite già provate vi sottopongo una poesia scritta per l'occasione...

Infine sarò stanca di soffrire

anche per te, che ora dormi nell'incavo

del mio fianco, spalmata sul mio ventre,

accasciata su me in adorazione

entrambe: l'una dell'altra. Alla fine

(ma quando?) sarò stanca di soffrire,

giacché faticosa è la sofferenza

consuma ogni pensiero e ogni respiro.

Lo so bene, m'intendo del dolore

e della sua fatica. Passerà

ma non del tutto, non del tutto. Mai.

Ogni stanchezza del dolore lascia

una cicatrice, tutti lo sanno.

La cicatrice è il ricordo. E' il rimpianto,

la cicatrice duole.

Ma mai mai mai tanto quanto l'assenza.

Indicibile, implacabile assenza.



Autore

immagine A3M

Visite, contatti P&D

Nel mese di agosto 2020 Persona & Danno ha registrato oltre 241.000 visite.

Articoli correlati