Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2016-04-06

Vedute: cosa s'intende per fondo del vicino? - Riccardo Mazzon

In tema di vedute, è necessario ricercare il significato di "fondo del vicino": ad esempio, la distanza per l"apertura di vedute, deve essere rispettata quale che sia la costruzione costruenda sul fondo del vicino? e anche nel caso la veduta sia limitata dalla presenza di un muro cieco del fabbricato del vicino?

In tema di vedute, particolare importanza riveste il significato di "fondo del vicino", locuzione utilizzata dal legislatore sin dall"articolo 900 c.c. (cfr., amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto):

"in tema di vedute insistenti sull'altrui proprietà, deve intendersi per "fondo del vicino" (art. 900 c.c.) qualunque parte, anche minima o marginale (e, pertanto, anche un semplice muro di cinta) del fondo stesso, tale da poter consentire una "inspectio" o "prospectio" da una qualsiasi apertura esistente nel fabbricato della proprietà limitrofa dalla quale sia possibile affacciarsi" Cass. 5.1.00, n. 27, GCM, 2000.

Ciò premesso, è da precisare come la distanza per l"apertura di vedute debba essere rispettata quale che sia la costruzione costruenda sul fondo del vicino (anche, ad esempio, assolutamente priva di utilità economica):

"la distanza di cui all' art. 905 c.c. per l'apertura di vedute dirette deve essere rispettata anche qualora sul fondo interessato da queste ultime, in attuazione del piano regolatore generale, possa essere realizzata solo una costruzione priva di qualsiasi utilità economica: l'art. 905 c.c. salvaguarda i fondi delle indiscrezioni dipendenti dall'apertura di vedute negli edifici vicini; impone un divieto di carattere assoluto, da rispettarsi anche quando la veduta è limitata dalla presenza di un muro cieco del fabbricato vicino; prescinde dal danno in concreto derivante dalla sua violazione e viene meno solo quando tra i fondi vi sia una strada pubblica. (Nella specie la S.C. ha ritenuto irrilevante, ai fini dell'applicazione dell'art. 905 c.c., che il fondo interessato dalle vedute avesse una potenzialità edificatoria tale da consentire solo l'edificazione di una costruzione priva di vantaggio economico)" Cass. 3.4.99, n. 3275, NGCC, 2000, I, 85.

Altresì, la distanza per l"apertura di vedute deve essere rispettata anche nel caso la veduta sia limitata dalla presenza di un muro cieco del fabbricato del vicino:

"la norma dell'art. 905 c.c. la quale vieta l'apertura di vedute dirette sul fondo del vicino se non venga osservata la distanza di un metro e mezzo, è applicabile anche nel caso in cui la veduta sia limitata dal muro cieco del fabbricato del vicino" Cass., 10.3.86, n. 1590, GCM, 1986, fasc. 3;

"la norma dell'art. 905 c.c. la quale vieta l'apertura di vedute dirette sul fondo del vicino se non venga osservata la distanza di un metro e mezzo, non distingue a secondo che tale fondo sia o meno "chiuso", e, pertanto, è applicabile anche nel caso in cui la veduta sia limitata dalla presenza di un muro cieco del fabbricato del vicino" Cass. 612.91, n. 13157, GCM, 1991, fasc. 12.



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