Legislazione e Giurisprudenza, Adozione, affido etero-familiare -  Mazzotta Valeria - 2013-11-20

VIA LIBERA ALL'AFFIDO TEMPORANEO A COPPIA OMOSESSUALE - G. T. Trib. Parma - Valeria MAZZOTTA.

E" solo un pregiudizio culturale ritenere che avere due genitori omosessuali possa turbare la serena crescita del minore.

E" sostanzialmente questo il principio che si ricava da un recente provvedimento del Giudice Tutelare, confermato anche dal Tribunale per i Minorenni di Bologna: il caso in esame riguarda l"affidamento etero familiare temporaneo di una bambina a una coppia dello stesso sesso.

Accertata l"idoneità genitoriale della coppia da parte dei servizi sociali, il Giudice si sofferma sul significato di famiglia nel nostro ordinamento con specifico riferimento all"affido etero familiare di cui all"art. 2 della L. 184/183, evidenziando che dalla legislazione vigente non può trarsi il divieto d"affido a un nucleo familiare costituito da partner omosessuali. Ciò è indirettamente confermato anche dalla normativa regionale e comunale applicabile al caso concreto, che nulla specifica in merito né alla diversità di sesso dei membri della coppia né al matrimonio come presupposto indefettibile dell"affido.

Ciò che rileva è piuttosto che il nucleo affidatario sia in grado di accudire e tutelare il minore: circostanza riscontrata positivamente nel caso di specie dai servizi sociali.

Il Giudice non manca di sottolineare l"assenza di certezze scientifiche o dati di esperienza in merito alla dannosità per l"equilibrato sviluppo del bambino di crescere bell"ambito di una famiglia omosessuale, richiamando sul punto anche la recente giurisprudenza della Corte di Cassazione.

Orbene, in realtà, numerosi sono gli studi, specie di provenienza statunitense, che dimostrano come l'orientamento sessuale all'interno di una coppia non condiziona in alcun modo la crescita di un bambino, la cui unica necessità è ricevere amore ed affetto: l"American Psychological Association, American Psychiatric Association, American Academy of Pediatrics hanno rilevato che non c"è differenza negli effetti dell'omogenitorialità rispetto alla genitorialità eterosessuale, biologica od adottiva, neppure con riferimento alle dinamiche interne alla coppia dopo l'arrivo dei figli.

Quindi, l'essere dei buoni genitori non è collegato all'orientamento sessuale. I genitori omosessuali sono in grado di far crescere i figli in un ambiente sano allo stesso modo di quelli eterosessuali.

I preconcetti sull"omosessualità in Italia fan sì che chi si scopre gay o lesbica celi il proprio orientamento in caso di separazione o divorzio per non perdere l"affidamento dei figli: ma se le ricerche dimostrano che lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non dipendono dall'orientamento sessuale dei genitori, nel decidere sull"affidamento dei figli bisognerebbe aver riguardo esclusivamente al migliore interesse del bambino.

Il provvedimento dei Giudice Tutelare in commento porta alla mente la recente decisione n. 601/2013 della Cassazione civile, che aveva evidenziato il medesimo punto cruciale in materia di diritti delle persone omosessuali: anche il quel caso viene qualificato "un pregiudizio" l"assunto per cui è dannoso per i bambini crescere in una famiglia omosessuale. Afferma la Corte: "Non sono poste certezze scientifiche o dati di esperienza bensì il mero pregiudizio che sia dannoso per l'equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale. In tal modo si dà per scontato ciò che invece è da dimostrare, ossia la dannosità di quel contesto familiare per il bambino".

In conclusione: il cammino è ancora lungo. Il legislatore italiano non tiene il passo con la realtà, se si considera che le coppie omosessuali sono sempre più diffuse e sempre meno restie al coming out; Secondo l"Istituto superiore di Sanità circa 100 mila ragazzi – compresi i figli nati da precedenti unioni eterosessuali – hanno un genitore gay.

In Europa, all"opposto, si registra un inequivocabile trend verso l"abbandono di ogni discriminazione all"insegna del rispetto e dell"uguaglianza tra le persone, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla Corte Europea per i Diritti dell"Uomo.

Allo stato, può comunque sostenersi che anche nel nostro Paese si inizia a registrare in giurisprudenza uno spiraglio riguardo all"ampliamento del concetto di famiglia, in contrasto al dettato dell"art. 29 della Costituzione che identifica la famiglia soltanto in quella società naturale fondata sul matrimonio), con ciò riconoscendo implicitamente che anche un nucleo costituito da due partner dello stello sesso, tra cui sussista un valido legame affettivo, possa essere qualificato come famiglia.

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