Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2013-07-15

VICINI E DISTANZE TRA COSTRUZIONI O DAI CONFINI: LA GIURISDIZIONE - RM

Ancor prima di addentrare la disamina nell"ambito dei concreti strumenti concessi al danneggiato per la tutela dei propri diritti, corre l"obbligo di considerare come si sviluppi, in relazione alle controversie tra vicini, la vexata questio della giurisdizione del giudice ordinario, anche sul presupposto che

"la norma relativa al risarcimento dei danni derivanti da violazioni di norme di edilizia, contenuta nell'art. 872 c.c., riguarda esclusivamente i rapporti tra privati e non anche i rapporti tra privati e P.A" Cass. 23.4.80, n. 2667, GCM, 1980, 4 - cfr., amplius, "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto.

In particolare, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono più volte intervenute, al fine di sancire che

le controversie tra proprietari di fabbricati vicini aventi a oggetto questioni relative all'osservanza di norme che prescrivano distanze tra le costruzioni o rispetto ai confini, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, essendo anche a tale materia applicabile il principio secondo il quale nei rapporti tra privati non si pone una questione di giurisdizione, essendo la posizione di interesse legittimo prospettabile solo in rapporto all'esercizio del potere della p.a., che, invece, in tali controversie non è parte in causa. A tale fine non rileva l'avvenuto rilascio di concessione edilizia, atteso che il giudice ordinario, cui spetta la giurisdizione, vertendosi in tema di assunta violazione di un diritto soggettivo, può incidentalmente accertare l'eventuale illegittimità della concessione edilizia medesima, onde disapplicarla; mentre la giurisdizione del giudice amministrativo è al riguardo configurabile allorché la controversia sia insorta tra il privato e la p.a., per avere il primo impugnato detta concessione al fine di ottenerne l'annullamento nei confronti della seconda Cassazione civile, sez. un., 19/10/2011, n. 21578 Degli Antoni c. Roveda Guida al diritto 2011, 49-50, 49 (s.m.) - conforme - Cassazione civile, sez. un., 19/10/2011, n. 21578 Degli Antoni c. Roveda e altro Red. Giust. civ. Mass. 2011, 10 – conforme: Cass., sez. un., 18.1.1983, n. 415, GCM 1983, 1; conforme: T.A.R. Campania Napoli, 20.10.82, n. 581, T.A.R., 1982, I, 3584; Cass., sez. un., 7.6.94, n. 5520, FI, 1995, I, 2524 – conforme, in quanto la questione inerente il mancato rispetto delle distanze dai confini appartiene alla cognizione del giudice ordinario quando la controversia sia instaurata fra soggetti privati, vertendosi in tal caso in materia di diritti soggettivi; qualora, invece, sia contestata la legittimità del titolo abilitativo rilasciato in violazione delle norme sulle distanze, si verte in tema di interessi legittimi che radicano la competenza del giudice amministrativo: T.A.R. Piemonte Torino, sez. I, 27/05/2011, n. 554 C. ed altro c. (avv. Montanaro, Re) c. Com. Torino , V. s.r.l. c. (avv. Boursier, Spinelli), (avv. Barosio, Dell'Anna) Foro amm. TAR 2011, 5, 1474 (s.m.).

Naturalmente, per contro, è devoluta alla giurisdizione del Giudice amministrativo la controversia avente ad oggetto l'impugnazione di una concessione edilizia che si assume illegittima per violazione delle norme sulle distanze legali,

"in quanto la stessa non attiene ad un rapporto di natura privatistica fra proprietari confinanti, ma al rapporto pubblicistico con l'ente territoriale ed è intentata a garanzia di una posizione di interesse legittimo" T.A.R. Puglia Lecce, sez. I, 14/01/2009, n. 47 P. c. Com. S. Pancrazio Salentino e altro Foro amm. TAR 2009, 1, 234 (s.m.) - conforme: T.A.R. Puglia Lecce, sez. III, 03/01/2008, n. 2 N. c. Avv. Napolitano c. Com. Galatina c. Avv. Pasanisi, Russo Riv. giur. Edilizia 2008, 3, 877.

Si vedano, a tal proposito, le seguenti pronunce, in tema di osservanza di distanze fra costruzioni convenzionalmente stabilite,

"la controversia fra privati, con riguardo all'osservanza di distanze fra costruzioni convenzionalmente stabilite, investe posizioni di diritto soggettivo, ed è conseguentemente devoluta alla cognizione del giudice ordinario, anche quando dette distanze siano state determinate con rinvio alle norme di strumenti urbanistici, in vigore alla data del contratto od al momento successivo dell'edificazione, trattandosi di circostanze inidonee ad implicare un'interferenza della controversia medesima su atti della pubblica amministrazione" Cass., sez. un., 16.5.83, n. 3359, GCM, 1983, 5

di azione intentata per ottenere la demolizione (nella specie, le sezioni unite della Suprema Corte, in applicazione dell'enunciato principio di diritto, hanno dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario relativamente alla causa proposta per chiedere il ripristino del godimento comune di un portico e la demolizione delle costruzioni eseguite in difformità dalle prescrizioni urbanistiche e dalla originaria consistenza dell'edificio, facendo così valere il diritto del condominio sulle parti del fabbricato abusivamente occupate dai convenuti),

"la giurisdizione del giudice ordinario sussiste relativamente alle controversie tra i privati concernenti il rispetto delle prescrizioni amministrative di carattere urbanistico, anche quando venga chiesta la demolizione delle costruzioni effettuate in difformità dalle prescrizioni medesime, non essendo in tal caso oggetto della controversia l'esercizio di potestà dell'amministrazione ed essendo in questione, invece, nei rapporti tra le parti, soltanto posizioni giuridiche, le quali hanno consistenza di diritto soggettivo (Cass., sez. un., 20.10.95, n. 10930, GCM, 1995, 10; conforme: Cass., sez. un., 25.7.94, n. 6940, GCM, 1994, 1006; Cass., sez. un., 11.6.01, n. 7871, GCM, 2001, 1172)

di denuncia di nuova opera,

"la controversia fra privati, promossa per denunciare, ai sensi dell'art. 1171 c.c., la nuova opera intrapresa dal vicino in violazione di norme di edilizia, investe posizioni di diritto soggettivo e spetta quindi alla giurisdizione del giudice ordinario, mentre rimane in proposito irrilevante sia la circostanza che sia stata autonomamente impugnata davanti al giudice amministrativo la concessione con la quale è stata autorizzata detta opera, o che comunque sia in contestazione la legittimità di tale concessione (sindacabile dal giudice ordinario nei limiti di cui agli art. 4 e 5 della l. 20 marzo 1865 n. 2248 all. E), sia il fatto che venga in discussione il carattere integrativo o meno di quelle norme rispetto alle disposizioni del codice civile, trattandosi di questione attinente al fondamento nel merito delle pretese attrici" Cass. sez. un., 23.4.86, n. 2860, GCM, 1986, 4

di contestazione relativa al potere del giudice, nel caso di distanze condizionate dall"altezza dei fabbricati,

"la controversia tra privati avente a oggetto il rispetto delle distanze tra edifici è una controversia che investe un diritto soggettivo perfetto e non può in nessun caso dar luogo a una questione di giurisdizione, ancorché la contestazione riguardi il potere del giudice di ordinare in ipotesi di distanze tra edifici stabilite in relazione all'altezza dei medesimi - anziché l'arretramento dell'edificio risultante a distanza inferiore a quella prescritta, in dipendenza della sua altezza, la demolizione della parte di esso superante l'altezza massima consentita con riguardo alla distanza esistente" Cass., sez. un., 22.6.79, n. 3502, GCM, 1979, 6

di questioni attinenti alla legislazione sismica:

"tutte le controversie tra proprietari di fabbricati vicini aventi ad oggetto questioni relative all'osservanza delle norme della legislazione speciale per le zone sismiche (siano o meno esse da ritenersi integrative del codice civile) appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario, essendo anche a tale materia applicabile il principio secondo il quale nei rapporti tra privati non si pone una questione di giurisdizione, essendo la posizione di interesse legittimo prospettabile solo in rapporto all'esercizio del potere da parte della p.a., che, invece, in tali controversie non è parte in causa" Cass., sez. un., 28.7.98, n. 7396, GCM, 1998, 1608; Dresp, 1998, 994; GC, 1998, I, 2745

"rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario tutte le controversie tra privati aventi ad oggetto la tutela del diritto soggettivo del proprietario in ordine al rispetto delle norme sia legislative che regolamentari che disciplinano l'attività edilizia (nella specie veniva dedotta la violazione, sia delle disposizioni per le costruzioni in zone sismiche, sia delle prescrizioni del piano di fabbricazione relative alla distanza tra fabbricati in relazione all'altezza, instandosi per la riduzione in pristino e il risarcimento del danno) dal momento che la distinzione tra posizione di diritto soggettivo e posizione d'interesse legittimo ha rilevanza soltanto nei rapporti tra privato e P.A.; la giurisdizione del giudice ordinario non viene meno neppure quando, essendo stata rilasciata dall'Autorità amministrativa la cosiddetta licenza in deroga, essa si pone direttamente come norma regolatrice della fattispecie concreta, con la peculiarità, però, che a) nell'ipotesi di mancata contestazione della legittimità della licenza, il diritto soggettivo fatto valere dal privato deve essere accertato con riferimento specifico alle particolari disposizioni della licenza stessa; b) nell'ipotesi di contestazione della legittimità della licenza medesima tale accertamento potrà essere compiuto solo dopo che, in via incidentale ad opera dello stesso giudice ordinario, o, in via principale, da parte del giudice amministrativo, sia stata accertata la illegittimità della licenza stessa" Cass., sez. un., 10.1.79, n. 148, RGE 1980, I, 54; GI, 1979, I, 1,1903.



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