Changing Society, Generalità, varie -  Redazione P&D - 2017-04-26

Vieni sempre vieni di Vicente Alexandre - Maria Beatrice Maranò

L'almanacco di oggi ci ricorda Vicente Alexandre, poeta spagnolo nato a Siviglia il 26 aprile 1898.

Fu sensibile alle correnti estetiche di avanguardia e per molti aspetti la sua poesia può definirsi surrealista, anche se l'entroterra culturale su cui si modellò era la grande tradizione poetica di lingua spagnola. Nella sua ricerca Aleixandre tenta di andare oltre il piano della coscienza per far emergere le possibilità espressive dell'inconscio, con una visione del mondo quasi panteistica, in cui attraverso le metafore vengono accostati immagini e contrasti, aspetti diversi della natura e dell'uomo. Spesso nelle sue poesie si alternano visioni fortemente pessimistiche ad analisi più tendenti alla fiducia nel progresso. Uno dei temi ricorrenti è il rifiuto ostile della città e la ricerca di un paradiso che è proiezione dell'infanzia.Nel 1977 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura.

Non avvicinarti.

La tua fronte, la tua infuocata fronte, la tua accesa fronte,

le impronte di certi baci,

questo bagliore che anche di giorno si vede se t"avvicini,

questo bagliore contagioso che mi rimane in mano,

questo fiume luminoso dove immergo le braccia,

dove non oso quasi bere,

per timore poi d"una vita d"ura ornai d"astro brillante.

Non voglio che tu viva in me come vive la luce,

con questo isolamento di stella che si unisce alla sua luce,

cui l"amore è negato attraverso lo spazio

duro e azzurro che separa e non unisce,

dove ogni astro inaccessibile

è una solitudine che, gemebonda, trasmette la sua tristezza.

La solitudine scintilla nel mondo senza amore.

La vita è una vivida corteccia,

una rugosa pelle immobile

dove l"uomo non può trovare il suo riposo,

per quanto scagli i suoi sogni contro un astro spento.

Ma tu non avvicinarti.

La tua fronte sfavillante,

carbone acceso che mi strappa alla stessa coscienza,

duello sfolgorante in cui di colpo provo la tentazione di morire,

di bruciarmi le labbra con il tuo contatto indelebile,

di sentirmi la carne disfarsi contro il tuo diamante rovente.

Non avvicinarti,

perche" il tuo bacio si prolunga come l"urto impossibile delle stelle,

come lo spazio che all"improvviso s"incendia,

etere propagante dove la distruzione dei mondi

è un unico cuore che totalmente s"infiamma.

Vieni, vieni, vieni

come il carbone consunto e oscuro che racchiude una morte;

vieni come la notte cieca che mi avvicina il suo volto;

vieni come le due labbra segnate dal rosso,

per quella lunga linea che fonde i metalli.

vieni, vieni, amore mio; vieni, ermetica fronte, rotondità quasi movente

che brilli come un"orbita che nelle mie braccia si estingue;

vieni come due occhi o due profonde solitudini,

come due imperiosi richiami da una profondità che non conosco.

Vieni, vieni, morte, amore: vieni subito, ti distruggerò;

vieni, che voglio ammazzare, o amare, o morire, o darti tutto;

vieni, che tu rotoli come pietra lieve,

confusa come una luna che chiede i miei raggi!.( Vicente Alexandre )....Vieni sempre vieni



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