Legislazione e Giurisprudenza, Impresa, società, fallimento -  Rossi Valentina - 2014-02-17

VINCOLO DI DESTINAZIONE E MESSA A DISPOSIZIONE DI CESPITI-Tribunale di Reggio Emilia – Sez. Fallimentare – decreto 27/1/2014 –Valentina ROSSI

Il Tribunale di Reggio Emilia nel decreto 27/1/2014 ha stabilito che nel giudizio di omologa del concordato preventivo spetta al Tribunale il controllo sulla "fattibilità giuridica" del piano concordatario.

Una verifica di tal fatta si realizzza anche vagliando gli atti coi quali gli apporti dei terzi sono messi a disposizione degli organi della procedura per la loro liquidazione.

L"art. 2645-ter cod. civ. non ha coniato una nuova tipologia negoziale; il vincolo di destinazione non può essere "autonomo", ma deve necessariamente collegarsi ad altra fattispecie negoziale (tipica o atipica).

Anche ipotizzando l"ammissibilità di un "negozio destinatorio puro", gli interessi meritevoli di tutela devono essere esplicitati nell"atto pubblico di costituzione del vincolo. L"interesse meritevole di tutela, poi, deve riferirsi al costituente .

L"art. 2645-ter cod. civ. non riconosce la possibilità dell"auto-destinazione unilaterale l"effetto destinatorio deve ricondursi ad un atto avente effetti traslativi.

La costituzione di un vincolo di destinazione in favore dell"impresa in concordato non attribuisce agli organi della procedura legittimazione a disporre dell"apporto del terzo.



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