Legislazione e Giurisprudenza, Reo, vittima -  Gasparre Annalisa - 2015-10-28

VITTIMA DI REATO: SE L'OPPOSIZIONE ALL'ARCHIVIAZIONE E' INAMMISSIBILE - Cass. pen. 39502/15 - Annalisa GASPARRE

- persona offesa dal reato querela per violenza privata

- opposizione alla richiesta di archiviazione

- investigazioni suppletive inconferenti -> l'opposizione è inammissibile

La Corte ha ricordato che il giudizio di inammissibilità dell'opposizione della persona offesa può concernere, "oltre gli aspetti strettamente formali, quali la tempestività e la ritualità dell'opposizione, soltanto la pertinenza e specificità degli atti di indagine richiesti, con riferimento sia al tema che alla fonte di prova, dovendosi ritenere preclusa una valutazione prognostica della loro rilevanza ai fini della fondatezza della notizia di reato".

Con il provvedimento con cui è stata dichiarata l'inammissibilità dell'opposizione, il giudice ha "considerato la natura degli accertamenti istruttori proposti, quali l'interrogatorio dei prevenuti e l'audizione di soggetti coinvolti in diverso procedimento, nonchè l'ulteriore audizione della querelante e le indagini di natura sanitaria e le altre investigazioni indicate in opposizione come inidonee ad incidere, quale che ne fosse l'esito, sul quadro probatorio relativo ai soli fatti di rilievo penale che nell'intera vicenda potrebbero esser astrattamente configurabili a carico degli indagati, non essendo dato di comprendere neppure dal ricorso a quali dei vari soggetti indicati, proprietari o meno del cane, venga addebitato il malgoverno di un cane, sotto il presumibile profilo delle molestie e dei rumori molesti, restando non chiarito l'originariamente ipotizzato ricorrere di tutti gli altri reati indicati".

Il Giudice per le Indagini preliminari "non ha effettuato alcun giudizio prognostico sull'esito della investigazione suppletiva, nè valutazioni anticipate di merito, ma ha solo valutato, con esito negativo, l'idoneità delle prove richieste ad incidere sul quadro probatorio risultante dalle indagini preliminari".

Sul tema, volendo, Gasparre, La vittima nel processo, Aracne Editrice e, in senso più lato, Gasparre, Vittimologia e politica criminale: un matrimonio necessario, Key Editore

Cass. pen. Sez. V, Sent., (ud. 24-06-2015) 30-09-2015, n. 39502 - Prees. Lapalorcia, Rel. Savani

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

S.M.G., persona offesa nel procedimento per violenza privata ed altro a carico di B.E. e B. D., propone ricorso per cassazione avverso il decreto in data 17 giugno 2014 del Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Torino che aveva archiviato il procedimento originatosi da sua querela, dichiarando l'inammissibilità della opposizione proposta a seguito della richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero.

Deduce violazione di legge per violazione del contraddittorio connessa alla valutazione di inammissibilità dell'opposizione per considerata inconferenza delle investigazioni suppletive proposte di cui si sostiene la pertinenza a fronte di indagini incomplete del Pubblico Ministero.

Il Procuratore Generale in Sede ha concluso per il rigetto del ricorso.

Il ricorso non è fondato.

Invero secondo la condivisibile giurisprudenza di questa Corte (cfr. Sez. 6, sent. n. 19808 del 13/2/2009, Rv. 243852, rie: P.O. in proc. Lucente) il giudizio di inammissibilità de plano dell'opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione può concernere, oltre gli aspetti strettamente formali, quali la tempestività e la ritualità dell'opposizione, soltanto la pertinenza e specificità degli atti di indagine richiesti, con riferimento sia al tema che alla fonte di prova, dovendosi ritenere preclusa una valutazione prognostica della loro rilevanza ai fini della fondatezza della notizia di reato.

Il provvedimento impugnato risulta, ad avviso del Collegio, congruamente motivato nel valutare la manifesta irrilevanza delle investigazioni suppletive nella specie proposte. Il giudice, come bene osservato dal requirente Procuratore Generale, ha considerato la natura degli accertamenti istruttori proposti, quali l'interrogatorio dei prevenuti e l'audizione di soggetti coinvolti in diverso procedimento, nonchè l'ulteriore audizione della querelante e le indagini di natura sanitaria e le altre investigazioni indicate in opposizione come inidonee ad incidere, quale che ne fosse l'esito, sul quadro probatorio relativo ai soli fatti di rilievo penale che nell'intera vicenda potrebbero esser astrattamente configurabili a carico degli indagati, non essendo dato di comprendere neppure dal ricorso a quali dei vari soggetti indicati, proprietari o meno del cane, venga addebitato il malgoverno di un cane, sotto il presumibile profilo delle molestie e dei rumori molesti, restando non chiarito l'originariamente ipotizzato ricorrere di tutti gli altri reati indicati.

In definitiva, il Giudice per le Indagini preliminari, disattendendo le richieste formulate - con l'opposizione - dalla querelante con riferimento anche a situazioni di fatto che ha valutato ictu oculi e con congrua motivazione come non aventi rilievo penale, non ha effettuato alcun giudizio prognostico sull'esito della investigazione suppletiva, nè valutazioni anticipate di merito, ma ha solo valutato, con esito negativo, l'idoneità delle prove richieste ad incidere sul quadro probatorio risultante dalle indagini preliminari.

Al rigetto del ricorso consegue la condanna della ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Così deciso in Roma, il 24 giugno 2015.

Depositato in Cancelleria il 30 settembre 2015



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