Legislazione e Giurisprudenza, Servizi sociosanitari, volontariato -  Santuari Alceste - 2013-12-17

VOLONTARIATO: IL TRASPORTO SOCIALE NON E BUSINESS – g. pace Cesena 1095/13 – Alceste SANTUARI

C"è una organizzazione di volontariato (l"AUSER) che svolge, nell"ambito delle proprie finalità statutarie, l"attività e il servizio di trasporto sociale sul territorio. C"è un privato, gestore di noleggio con conducente che ritiene che l"associazione non abbia le autorizzazioni richieste per svolgere quel servizio. E c"è ancora la polizia municipale che eleva contravvenzioni e sanzioni agli automezzi dell"associazione e ai volontari della stessa in quanto l"associazione non possedeva le relative licenze.

A difendersi, l"organizzazione di volontariato che ha sostenuto che l"attività non può essere riconducibile alla sfera di attività agita dal servizio c.d. "Ncc" in quanto trattasi di attività rientranti nel campo e raggio di azione dell"associazione medesima.

La linea difensiva è stata sostenuta dal Giudice di pace di Cesena, il quale, con sentenza n. 1095 dell"11 novembre 2013, ha riconosciuto che l"associazione di volontariato può svolgere il servizio di accompagnamento di persone in stato di bisogno (da casa all"ospedale e viceversa), anche senza corrispettivo, proprio in ragione della specifica natura del servizio erogato.


Avverso la suddetta pronuncia è verosimile che verrà presentato ricorso. Tuttavia, allo stato, si tratta di una decisione che ha il merito – secondo chi scrive – a tacere di altre considerazioni inerenti il "mercato" di riferimento, di saldare il binomio tra attività esercitata (trasporto di persone bisognose) e lo scopo sociale perseguito dall"associazione. In particolare, sembra di poter inferire che il giudice di pace di Cesena abbia inteso valorizzare appieno il servizio svolto che, ancorché in linea potenziale, potrebbe essere configurabile quale attività di natura imprenditorial-commerciale, qualora svolto nell"ambito di scopi che l"ordinamento giuridico ritiene alla stregua di interessi di carattere generale (il volontariato), qualora rientri appunto all"interno di una finalità di pubblica utilità "perde" per così dire il suo valore commerciale. O meglio, il servizio (commerciale) risulta funzionale al perseguimento dello scopo associativo. In questo senso, il giudice di pace ha voluto rimarcare che l"assenza di scopo di lucro integra un requisito fondamentale per identificare l"azione delle organizzazioni di volontariato rispetto ad altri operatori.

Conseguentemente, la contestazione secondo la quale l"associazione non avrebbe i mezzi adeguati e le relative licenze è, ad avviso del giudice, da respingere, atteso che il servizio che l"associazione presta non è configurabile quale noleggio di vettura con autista.



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