Legislazione e Giurisprudenza, Beni, diritti reali -  Mazzon Riccardo - 2015-03-19

ZONE SISMICHE: DISCIPLINA RELATIVA AL MURO COMUNE - Riccardo MAZZON

il muro comune nelle zone sismiche

sopraelevazione, costruzione in appoggio, immissione di travi e muro di cinta

area intermedia libera da costruzioni

Particolare attenzione merita, in ambito di muro comune, la ricca presenza giurisprudenziale in materia di normativa sismica

"nelle zone in cui vige la normativa antisismica - contenuta nella l. 25 novembre 1962 n. 1684 - non sono applicabili le disposizioni di cui agli art. 874, 876, 884 c.c., secondo le quali il proprietario del fondo contiguo al muro altrui ha la facoltà, rispettivamente, di chiederne la comunione forzosa, di innestarvi il proprio muro, di costruirvi il proprio edificio in appoggio, perché è invece necessario che ogni costruzione costituisca un organismo a sé stante, mediante l'adozione di giunti o altri opportuni accorgimenti idonei a consentire la libera ed indipendente oscillazione degli edifici" Cass. 16.2.06, n. 3425, RGE, 2006, 6, 1223 - cfr. amplius, il volume "I rapporti di vicinato e le distanze legali: tutela e risarcimento" - Riccardo Mazzon - CEDAM 2013, in Collana SapereDiritto;

"nelle zone sismiche, soggette alla disciplina di cui alla l. 25 novembre 1962 n. 1684 non possono trovare applicazione le disposizioni di carattere generale in materia di muro di appoggio e di confine contenute negli art. 884, 874 e 876 c.c." Cass. 25.7.92, n. 8998, RGE, 1993, I, 89,

applicata al muro comune.

Degne di nota, tra le altre, le seguenti pronunce, rilasciate in ambito di sopraelevazione,

"la sopraelevazione del muro comune deve essere eseguita, a norma dell'art. 885 comma 2 c.c., con le modalità e gli accorgimenti necessari per evitare il pregiudizio della stabilità e solidità del muro sottostante e, quindi, nelle zone sismiche, con la adozione di sistemi costruttivi idonei a garantire, in conformità alle disposizioni della legislazione antisismica (l. 25 novembre 1962 n. 1684 e 2 febbraio 1974 n. 64), l'autonomia di ciascun edificio contiguo così da consentire la libera ed indipendente oscillazione in caso di terremoto" Cass. 1.2.92, n. 1076, RGE, 1992, I, 865;

di muro di cinta,

"al muro di cinta non può essere applicato l'art. 884 c.c., che prevede la facoltà del confinante di costruire in appoggio al muro di fabbrica del vicino (esso peraltro è inoperante nelle zone sismiche, ove vige una legislazione specifica)" App. Messina 30.12.04, GLoc, 2005,

di costruzione in appoggio,

"nelle zone soggette alla l. 25 novembre 1962 n. 1684 (legge sismica) non possono trovare applicazione le disposizioni di carattere generale contenute negli art. 884, 874 e 876 c.c. (che attribuiscono al proprietario del fondo finitimo il diritto, rispettivamente, di costruire in appoggio con innesto nel muro comune anche quando il vicino si sia avvalso di analoga facoltà, di costruire in appoggio al muro del vicino ottenendo la comunione forzosa del muro, di innestare il proprio muro in quello vicino), trattandosi di discipline inoperanti per la prevalenza della relativa specifica legislazione con la conseguente nullità di ogni contraria convenzione" Cass. 25.7.92, n. 8998, GCM, 1992, fasc. 7;

di immissione di travi,

"nelle zone soggette alla l. 25 novembre 1962 n. 1684 (cosiddetta legge sismica) non possono trovare applicazione le disposizioni dell'art. 884 c.c. che consentono al comproprietario del muro comune di immettervi travi, nonché di attraversare il muro " con chiavi e catene di rinforzo ", trattandosi di disciplina inoperante nelle zone sismiche per la prevalenza della relativa specifica legislazione" Cass. 13.1.83, n. 252, GCM, 1983, fasc. ;

di area intermedia libera da costruzioni (nella pronuncia che segue, ad esempio, alla stregua dei principi sopraenunciati, la Suprema Corte ha cassato la sentenza del giudice del merito che aveva ritenuto legittima la costruzione che, in aderenza al piano seminterrato, e per i piani superiori si poneva a distanza inferiore rispetto a quella prevista tra fabbricati dalla legge c.d. sismica):

"nelle zone in cui vige la normativa cosiddetta antisismica - contenuta nella l. 25 novembre 1962 n. 1684, - non sono applicabili le disposizioni di cui agli art. 874, 876, 884 c.c., secondo le quali il proprietario del fondo contiguo al muro altrui ha facoltà rispettivamente di chiederne la comunione forzosa, di innestarvi il proprio muro, di costruirvi il proprio edificio in appoggio, perché è invece necessario che ogni costruzione contigua costituisca un organismo a sè stante, mediante l'adozione di giunti o altri opportuni accorgimenti idonei a consentire la libera ed indipendente oscillazione degli edifici. Peraltro, nel caso in cui l'area intermedia tra due edifici non sia, fino ad una certa altezza, libera da costruzioni, trova applicazione l'art. 6, comma 4, l. 25 novembre 1962 n. 1684, atteso che, sebbene tale norma ponga la previsione di intervalli di isolamento liberi da costruzioni, in detta previsione debbono comprendersi anche gli intervalli tra parti sopraelevate di edifici, sia in base all'interpretazione logica della norma (che non contiene eccezioni o limitazioni specifiche), sia, soprattutto, in base alla "ratio" della stessa, volta a scongiurare il pericolo di danno alle persone in caso di crolli di fabbricati per terremoto, pericolo ugualmente sussistente negli intervalli di costruzioni che si sviluppano verso l'alto, anche se gli intervalli medesimi non abbiano inizio dal suolo" Cass. 25.2.02, n. 2731, GC, 2003, I, 510.



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