27/07/06
La scorsa estate sono stata a Montelupo Fiorentino dove in una fortezza medicea che potrebbe essere bellissima c’è un OPG con circa duecento internati. Vi si fanno diverse buone cose, e tra queste un centro sociale, la Casa del Drago, un locale in periferia che prende il nome dal grosso drago di cartapesta che sta all’ingresso e che è stato costruito un paio d’anni fa da internati, operatori e volontari e ha incontrato, con la regia di Giuliano Scabia, quel Marco Cavallo fatto trent’anni fa nel manicomio di Trieste che si apriva. Alla Casa del Drago si presentava l’ultima raccolta di scritti di Franco Basaglia, L’utopia della realtà.
Ricordo un dibattito molto bello, tra storia e storie di vita di alcuni di noi, e verso la fine il commento di un signore anziano internato da alcuni anni: “ il problema è che qui si pende dal colloquio con lo psichiatra, e la cosa che mi fa star più male è che neppure posso sapere quando questa condanna finirà…”. Non si può predeterminare la durata di una cura, è evidente; si deve invece fissare la durata di una pena, è un principio di civiltà. Per questo dobbiamo allontanare ogni acrobazia ideologica che voglia mescolarle di nuovo, e lavorare seriamente tutti per un carcere diverso.
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20/07/06
"Per promozione dei diritti intendiamo la sollecitazione al sistema giuridico a evolversi per rispondere alle necessità emergenti e per la tutela dei diritti intendiamo azione per l'applicazione effettiva del sistema di protezione esistente ai casi concreti ( ... ) la promozione e la tutela dei diritti è nella cultura stessa del volontariato, che si pone come principio fondamentale la centralità della persona: perciò non può prescindere dalla promozione e tutela dei diritti della persona".
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18/07/06
La Carta, proposta da Fivol - Fondazione italiana per il volontariato - e dal Gruppo Abele enuncia i caratteri peculiari del volontariato rispetto al multiforme mondo del Terzo Settore che comprende cooperative sociali, ong, associazioni.
La nozione di gratuitià viene interpretata non solo come assenza di guadagno economico, ma anche come "assenza di rendita di posizione, libertà da ogni forma di potere, assenza di vantaggi diretti ed indiretti. E' testimonianza di libertà rispetto alle logiche dell'utilitarismo economico e dell'assolutizzazione del profitto".
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15/07/06
Il Ministero dell’Istruzione con la C M N. 45 del 9 Giugno 2006 ha dettato le norme per gli organici di fatto, che riguardano anche quelli per il sostegno didattico per l’a.s. 2006/07, che ripete sostanzialmente lo schema delle norme degli anni precedenti. La norma è però interessante perché presenta qualche aspetto innovativo dovuto alla presenza del nuovo Ministro e l’attenzione anche all’integrazione scolastica con la quale il Ministro ha presentato alla stampa questo testo normativo che potrebbe considerarsi di routine.
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14/07/06
Il generico Approccio Olistico e l’incerta Antropologia Esistenziale; l’enigmatica Omotossicologia e il presuntuoso Pensiero Globale, la simpatica Odontolistica e la nuova Astrologia Umanistica.
Qualcuno si cura con l’ Ortocheratologia, qualcun altro con la Idrocolonterapia; c’è chi è specializzato in Medicina Otomolecolare e chi si cura con le mappe dei meridiani; chi riesuma la famosa Terapia Orgonica e chi vende digiuni ferrei. Chi è un Terapeuta della Guarigione (?), chi del respiro; chi si limita all’ipnosi e chi ti assicura la conoscenza di precedenti vite.
Puoi guarire con l’ Aromaterapia, l’ Aura Soma, l’ Ayurveda, la Biodanza. O con l’ avventurosa Magnetoterapia, l’eterea Meditazione Trascendentale, la folkloristica Radioestesia. Si può provare con la Grafologia Medica, la Chioropratica, il Pranic Healing, l’ Iridologia. O magari con il Rebirthing, il Reiki, i Fiori di Bach, il Rolfing.
Scandagliare i segreti dei Bioritmi, offrire mani e piedi alla Riflessologia, i sensi al potere della Terapia del Cristallo, la dura madre al terapeuta Cranio sacrale, le orecchie al mondo della musicoterapica: l’uomo come strumento musicale, la melodia individuale e la melodia cosmica.
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12/07/06
Mi guardo un po’ intorno, allora, incuriosita da questo universo fino ad ora sconosciuto, c’è gente che, ad ogni colpo, tocca, sugli schermi delle slot machine, i simboli vincenti nella speranza di agevolarne l’uscita nella sequenza giusta; altri che coprono lo schermo con il palmo della mano fino a che non si fermano le combinazioni, altri ancora che, addirittura, accarezzano la slot machine ai lati o sotto la tasca in cui, ogni tanto, quel mostro tutto luci, colori e suoni, concede la grazia di rovesciare qualche gettone…
Poi ci sono quelli che sanno giocare sul serio, che sorridono di tutti questi rituali scaramantici da neofiti; i professionisti, quelli seri, che occupano contemporaneamente più di una macchinetta, ne imbottiscono ciascuna con bigliettoni “verdi”, bloccano il tasto dell’invio inserendo a contrasto una tessera di plastica e se ne vanno, con l’ennesima sigaretta accesa, torneranno solo per incassare le loro vincite!!
Ai tavoli della roulette e delle carte, la musica non cambia, ci sono solo facce più serie, tirate di sigarette più profonde e mucchietti di fiches di maggior valore, ma anche qui si “studia” come poter beffare la cattiva sorte ed averla vinta, anche qui ogni giocatore segue i suoi rituali propiziatori: il posto di sempre, la sigaretta sempre nella mano sinistra, l’accendino verde che aveva l’ultima volta che ha vinto, etc.
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06/07/06
Il provvedimento allegato del Tribunale di Ascoli Piceno contiene una delle prime pronunce sulla L. 54/2006. Esso stabilisce, tra l’altro, a modifica di quanto previsto in sede di separazione, l’affidamento congiunto del figlio minore ad entrambe i genitori e la sua permanenza presso il padre. Il Tribunale di fronte al dedotto ed accertato disagio affettivo del minore, un bambino di nove anni, pur in presenza di una grossa conflittualita’ tra i genitori, ha comunque affermato la prevalenza, a protezione del minore stesso, dell’affidamento condiviso. Il fatto esposto e circostanziato nella parte motiva presenta un quadro affettivo compromesso dall’evento separazione e dalle conseguenze economico e relazionali in tutti i soggetti della vicenda.
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03/07/06
Lo chiamano residence ma ha ben poco di ciò che usualmente s’intende con questa parola. E’un palazzone di cemento al quale si accede da un cancello elettrico che si apre semplicemente premendo il pulsante sulla via. Non c’è un citofono, non ci sono numeri né nomi sulle porte.
Percorro un labirinto di corridoi con molte porte, si sente una musica funky che proviene da dietro una di queste porte. Nessun altro rumore, niente di niente. Agostino mi sta aspettando nel suo misero alloggio dove il Comune lo ospita, sulla sedia a rotelle. Nella stanza c’è un letto, ci sono un tavolo ed una sedia. Sul tavolo sigarette, un piccolo televisore, stuzzicadenti, una sveglia che ticchetta. Pareti spoglie, cucinino senza cibo, tutto pulito ma anche spoglio.
Anche lui appare così. Non ha nessuno, la moglie lo ha lasciato venticinque anni fa, i figli respingono al mittente la sua corrispondenza. Agostino, però, non è solo: ci sono una signora venuta dall’est che lo assiste, una suora laica che lo tiene per mano, la sua sedia a rotelle, il suo sorriso triste. Mi colpiscono la sua mitezza, il suo dignitoso chiedere aiuto, la distanza delle immagini televisive in questo luogo desolato.
Nei residence abitano persone in condizioni di estrema povertà e la sera, quando Agostino rimane solo, vengono a trovarlo per farsi dare cibo o denaro o una sigaretta. Se anche non volesse, Agostino non potrebbe dire di no; anche la porta di casa, è inutile cercare di chiuderla.
La mente corre alle porte blindate delle case della gente che vive in questa stessa città ed un brivido mi attraversa il cuore al pensiero di Agostino solo la sera, debole, veramente, assolutamente indifeso…veramente, assolutamente indifeso.
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