Risarcire sino in fondo le vittime,
proteggere le persone fragili, far respirare i nuovi diritti

Giustizia civile

26/01/07

"INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CNF" - Guido ALPA

Signor Presidente della Repubblica, Eminenza, Signor Presidente , Autorità civili, militari e religiose,
si rinnova, in virtù dell’art. 2 c. 29 della l. 25 luglio 2005 n. 150, la presenza del Consiglio Nazionale Forense, in rappresentanza dell’ intera Avvocatura, a questa cerimonia di inaugurazione dell’ anno giudiziario. Porgo a tutti gli intervenuti il deferente saluto del Consiglio e mio personale .
Meditando sull’esperienza trascorsa in questo arco di tempo mi corre l’obbligo di rilevare come non si siano registrati molti cambiamenti – innovativi o migliorativi – rispetto alla situazione che emergeva, con disincantata franchezza, dalle relazioni degli anni passati. 


(continua)

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12/01/07

"L'ARBITRATO NEL NUOVO DIRITTO SOCIETARIO: PROFILI GENERALI" - Dario COLANGELI

La riforma delle società di capitali incentiva fortemente l'arbitrato e gli istituti di conciliazione quali modalità di risoluzione delle controversie al di fuori della giurisdizione ordinaria; con il d. lgs. 17 gennaio 2003 n. 5 viene introdotta, agli articoli 34-37, una nuova disciplina relativa all'arbitrato in materia societaria.
 L'art. 1 del suindicato decreto indica in modo preciso e tassativo gli ambiti di applicazione cui la nuova disciplina dell'arbitrato e della conciliazione si riferisce:
a) rapporti societari, compresi quelli relativi alle società di fatto, l'accertamento, la costituzione, la modificazione o l'estinzione di un rapporto societario, le azioni di responsabilità da chiunque promosse contro gli organi amministrativi e di controllo, i liquidatori e i direttori generali delle società, delle mutue assicuratrici e delle società cooperative;
b) trasferimento delle partecipazioni sociali, nonchè ogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o i diritti inerenti;
c) patti parasociali, anche diversi da quelli disciplinati ex art. 2341- bis, ultimo comma, c.c.;
d) rapporti in materia di intermediazione mobiliare da chiunque gestita, servizi e contratti di investimento, ivi compresi i servizi accessori, fondi di investimento, gestione collettiva del risparmio e gestione accentrata di strumenti finanziari, la vendita di prodotti finanziari, ivi compresa la cartolarizzazione di crediti, offerte pubbliche di acquisto e di scambio, contratti di borsa;
e) materie di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n.385, quando la relativa controversia è promossa da una banca nei confronti di un'altra banca ovvero da o contro associazioni rappresentative di consumatori o camere di commercio;
f) credito per le opere pubbliche.
    

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03/01/07

"NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA" – Lorenza MORELLO

Chi è il più grande traditore dei Vangeli? No, non lui, l’altro.
Giuda era l’innamorato non condiviso, messo in disparte, sottovalutato dal suo amato e pressoché ignorato dagli altri. E l’amore fa sorgere i sentimenti più contrastanti, santi e inverecondi, d’amore, morte e altre sciocchezze. Giuda tradisce il Messia, lo bacia e poi, consapevole, si uccide. Se tagliamo la questione dei denari (o sesterzi che fossero), potremmo fare copy and paste della storia ed inserirla tra i fatti di cronaca di un qualsiasi quotidiano, senza minimamente dare nell’occhio.
Pietro, l’eletto, scelto da Gesù per fondare la sua Chiesa, a chi gli chiese << Tu conosci quell’uomo? Io ti ho visto, eri con lui, sei uno dei dodici! >> negò,  per tre volte, di averlo mai visto o conosciuto. 
Giuda ama, non si sente corrisposto, reagisce, poi si pente e si impicca. Pietro sa di essere il prediletto, sa di essere amato, si sente grande, forte, in gamba. Poi, alla prima difficoltà, rinnega chi l’aveva tirato ‘fuori dall’ombra’. Lo rinnega, frigna, e va avanti. Ecco il vero tradimento.

La menzogna, ormai pressoché sinonimo di scaltrezza, è un reato non abbastanza penalizzato dal nostro ordinamento.

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02/01/07

"ANCORA SEGRETI. UN DONGIOVANNI IN PAGLIACCETTO"- Giulia TORNESELLO

Quel caro Roland Barthes ha scritto in ‘Le plaisir du texte’: “Il testo che scrivi deve fornirmi la prova che mi desidera. Questa prova esiste: è la scrittura. La scrittura è questo: la scienza dei godimenti del linguaggio, il suo kamasutra …”.
Si discute all’interno della redazione di personaedanno, sia pure ancora ad un livello solo informale, di una decisione intervenuta di recente in materia di danno alla persona.
La sentenza pur non facendovi eplicito riferimento contrasta in realtà con un precedente orientamento di ri-conferma del danno esistenziale, che questa volta, pareva (e sarà, si augura chi scrive) determinante, definitivo (in sentenza n. 13546 del 2006).
Di un commento autorevole a questa sentenza, del quale la cortesia dell’Autore mi ha fatto seguire l’iter in fieri, non condivido una cosa sola ma di non poco conto: il linguaggio.Perciò l’apertura con R.Barthes.
Perché se la dottrina continua ad arroccarsi su una posizione così palesemente privilegiata da apparire, altrettanto palesemente, sbilanciata il dissenso non sarà più solo un Segreto.
La soluzione del rebus a chi avesse la pazienza di leggere il seguito.

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