Malpractice medica - Nascita indesiderata -  Negro Antonello - 14/12/2015

DOVERE DI INFORMAZIONE DEL GINECOLOGO E SINDROME DI DOWN – Cass. 24220/2015 – Antonello NEGRO

Malpractice medica

La questione sottoposta alla Corte di Cassazione concerne la responsabilità di un ginecologo

A giudizio della Corte, la responsabilità medica può consistere anche nella mancanza di complete informazioni pur in assenza di errori tecnici del medico

 

La Suprema Corte, con una recente pronuncia, ha preso in esame il caso di un ginecologo il quale non aveva diagnosticato la sindrome di Down in un nascituro.

Nel caso di specie, una giovane donna e suo marito avevano spiegato al medico, durante la gravidanza, che avrebbero voluto essere messi a conoscenza di ogni eventuale malformazione del feto e ciò anche al fine di valutare, in tale ipotesi, un"interruzione di gravidanza.

Il ginecologo, tuttavia, faceva eseguire solo il c.d. "bi-test" e non procedeva – come sarebbe stato consigliabile, visti gli esiti di detto esame – ad altre analisi né alla amniocentesi.

La responsabilità del ginecologo – ha affermato la Corte di Cassazione – può consistere anche nel non aver informato a dovere la paziente e nel non aver prescritto i necessari esami per diagnosticare lo stato del feto (pur in assenza di errori di carattere tecnico).

Per la Corte, infatti, nella specie è in discussione la violazione dell"obbligo di informare la paziente degli esami diagnostici effettuabili per conoscere preventivamente le patologie fetali, obbligo che si pone a monte dell"esecuzione della prestazione medica ulteriore consistente nella verifica degli esiti di esami già effettuati e nella valutazione della necessità di approfondimenti.

Nel caso in esame, dunque, la condotta omissiva imputata riguarda la mancanza di informazioni nei confronti della gestante e non la corretta esecuzione delle cure mediche.

La causa è stata rinviata alla Corte d"Appello al fine di accertare se vi sia stata una corretta informazione da parte del ginecologo, informazione che avrebbe consentito alla gestante di autodeterminarsi anche in merito all"eventuale interruzione della gravidanza.