Deboli, svantaggiati  -  Redazione P&D  -  19/09/2021

Guglielmo - Paolo Cendon

Molisano, cinquant’anni, piccolo di statura.   Baffi sottili, stempiato, sempre nervoso; un furetto notturno, mai avuti lavori normali.

 

Dentro e fuori dal carcere sin dai vent’ anni: vive da solo Guglielmo, era sposato una volta, la moglie lo ha lasciato dopo un anno.  Niente figli.  Ha cominciato a rubacchiare e truffare già da piccolo. Parlantina sciolta, bravo a scimmiottare i dialetti, sa mascherarsi alla perfezione: Gandhi redivivo, Stalin, la Regina Vittoria perfino - c’è chi ci casca, a seconda delle circostanze.

 

Uno zio alla lontana, don Dolgino, parroco a  Isernia gli fa la predica ogni tanto; non serve molto.

Vittime predilette dei suoi imbrogli gli ospiti delle case di riposo, certi turisti, gli anziani in città; e poi le vedove sole, i religiosi di campagna, le famiglie di malati gravi. Buon falsario, abile contraffattore di timbri, sigilli, ceralacche, ha avuto validi maestri; un campionario di parrucche sempre a portata di mano, nasi, barbe e occhiali finti. Se la cava discretamente in sei lingue, esperto di macchine sportive, specie usate.   Non c’è articolo che non sia riuscito a piazzare, nella sua carriera: cascinali-fantasma in Toscana, buoni del tesoro finlandesi, Picasso e Chagall ben imitati, elisir di ogni specie.

 

Tante nel tempo le condanne penali; l’ultima a due anni. Pratico di carceri, si trova ora ai   domiciliari, a casa di uno zio; obbligo di firma giornaliera in questura: il giudice di sorveglianza ha parlato chiaro, la prossima volta scatteranno pendenze varie.

 

Non sta andando bene: un anno fa ha ricevuto una piccola eredità, l’ha bruciata in fretta.   Ha ripreso a frequentare ambienti strani: compra giornali per addetti ai lavori, lo si vede girare per sale corse, alberghetti, tabaccherie coi giochi d’azzardo.   La settimana scorsa i Servizi lo hanno convocato, qualcosa sta almanaccando; neanche don Dolgino è ottimista. 

 

Segue ultimamente una specie di comunità, di lingua spagnola: incensi, tango, fisarmonica, inni sacri popolari; si annoia però, ci va per finta.   Ricascherà nei vecchi traffici, sussurrano in molti.

 





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