Cultura, società  -  Maria Rita Mottola  -  05/05/2023

A tutti voi

Conobbi il prof. Cendon tanti tanti anni fa e da allora sono la sua spina nel fianco, perché la mia vis polemica è nata prima di me.

Mia madre partorì il 27 agosto e mio padre era ispettore del lavoro, come a voler dire nasco oggi perché papà va in Banca d’Italia a ritirare lo stipendio!

Amo la gente, tutti – tutti.

Amo la bellezza quella dell’arte e quella delle anime.

Sono una cattolica sempre in dubbio, con una fede troppo razionale che mi spinge alla ricerca e a mettermi sempre in discussione.

Sono un avvocato che ama la giustizia ma non ama più questo lavoro che è divenuto squallido, privo di altezza ideale e di colleganza e rispetto.

Nessuno è fragile e lo siamo tutti.

Ora e più che mai sono convinta, e lo dissi tanti anni fa (Paolo poi raccontò che furono proprio le mie parole a sollecitare tutto il lavoro che fece e che ci portò a Diritti in Movimento), che il nostro mondo sia alla fine, non per gli assurdi allarmismi sul clima o per una pandemia della quale mi taccio per non inimicarmi tutti voi prima di iniziare, ma perché ormai siamo privi di stimoli morali, di desiderio di salire in alto le cime tempestose della vita.

Samir Samir grande professore all’università di Beirut (in allora) durante un incontro molto ristretto a cui partecipai con mio marito ci disse che gli arabi ci disprezzano perché siamo senza morale, non perché non ci adeguiamo alla loro, perché non ne abbiamo una nostra.

Ma io sono convinta che sempre ci si possa rialzare e lottare, e come dice Rossella O’Hara domani è un altro giorno, sempre tutti i giorni.

 

Buona vita a tutti noi

 




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