Malpractice medica  -  Redazione P&D  -  06/10/2023

L'immunologo Francesco Le Foche aggredito nel suo studio da un paziente: credeva lo stesse curando male

Il noto specialista è ricoverato in codice rosso. L’aggressore è un pregiudicato: ora deve rispondere di tentato omicidio. La solidarietà del ministro Schillaci

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Credeva lo stesse curando male, per questo ha picchiato ferocemente il suo medico, Francesco Le Foche, noto immunologo del Day Hospital del reparto di immunoinfettivologia al Policlinico Umberto I.

Il 36enne italiano, che ora è accusato di tentato omicidio, ha attaccato Le Foche nel suo studio in via Po, a poca distanza da Villa Borghese.

L’aggressione è stata brutale. L’uomo è arrivato nello studio medico accompagnato dalla madre di 80 anni. Appena entrato ha raccolto una pietra fermacarte dal tavolo e l’ha scagliata contro il prof. Poi si è avventato su di lui lo ha colpito a pugni e quando è caduto a terra ha continuato a pestarlo a calci in faccia.

Lo ha trascinato fuori dalla stanza continuandolo a picchiare e solo l’intervento dei pazienti in attesa e della segretaria ha evitato che lo ho uccidesse.

Lo specialista 66enne è stato ricoverato al policlinico Umberto I per le ferite riportate: un trauma cranico facciale, la frattura del setto nasale e la frattura del pavimento orbitario di sinistra.

È in condizioni critiche ma non in pericolo di vita. Nei prossimi giorni subirà interventi di ricostruzione sotto l'occhio e sul viso.

L’aggressore gli contestava di aver sbagliato la terapia e i farmaci per risolvere un’infezione alla colonna vertebrale.

Arrestato dagli agenti del commissariato di Villa Glori, è un pregiudicato con precedenti per ricettazione e ha problemi psichiatrici.

Le Foche, nato a Sezze il 1957, è molto popolare al pubblico televisivo per la sua lotta in prima linea contro il Covid. Molte le partecipazioni a programmi Rai tra cui Domenica In, soprattutto durante la pandemia.

Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha espresso solidarietà all'immunologo. "L'episodio di violenza lascia sconcertati e basiti - ha affermato il ministro -. In quest'anno abbiamo previsto misure importanti dirette a presidiare la sicurezza degli operatori sanitari che lavorano nelle strutture del SSN. Ma è evidente che dobbiamo lavorare per promuovere un cambiamento culturale che permetta di riscoprire l'alleanza tra medico e paziente".

Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca quanto avvenuto "non può essere tollerato. Medici, infermieri, Oss, hanno diritto a lavorare in sicurezza". L'Ordine dei medici chiede "maggiore protezione" mentre per l'assessore Regionale, Luisa Regimenti, siamo di fronte "all'ennesimo, barbaro episodio di violenza nei confronti di medici e operatori sanitari".

"A Roma il dato sulle aggressioni ai medici purtroppo è costante da tempo, ma nell'ultimo periodo stanno aumentando. Ad oggi sono 74 nel 2023, +60% rispetto al 2022. Numeri che mettono in luce una situazione molto seria. Come dimostra anche l'aggressione avvenuta poco tempo ad Ostia", commenta  Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici e chirurghi di Roma e provincia.

 




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