Cultura, società  -  Redazione P&D  -  08/10/2021

In ricordo degli avvocati Montanari e Spaccapelo, del foro di Reggio Emilia - Riccardo Riccò

Marino Montanari : lo conobbi circa dieci anni fa, forse più. Stavo cenando, era calda primavera, in un'osteria di Reggio centro. Sul tavolo avevo fotocopie graffettate di un articolo della Rdcomm, del Carnelutti, in tema di titoli di credito. Stavo allora preparando un contributo destinato al convegno on line, detto tema, assieme a Tarantino e Tencati, e forse altri. Dal tavolo a fianco, occhio lungo, Montanari aveva potuto sbirciare bene. Da lì chiacchiere e poi chiacchiere. Tutt'altro che banali, manieristiche. Utili consigli. Il suo gratuito punto di vista. Poi , di poi, qualche altro scambio di idee, tra colleghi (senior lui, junior io). Sempre genuinamente cordiale. Più che cordiale. Per me sempre didattico, quasi ortatorio. Sempre lo ricorderò.



Benito Spaccapelo: lo conobbi da studente, al corso di diritto processuale civile. Università di Parma. Mi fece lui poi l'esame. Quasi un'ora se non ricordo male. 45 minuti minimo. Tre quattro domande, cui risposi bene, esauriente, circostanziatamente. Direi (modestia non il mio forte) brillante. Del Mandrioli, Major, scendevo nelle note. Ragionatamente, a mio modo, da studentello. Colti i miei limiti (ecco perchè quasi un'ora di esame), cercò di farmi meglio ragionare. Ciò che sempre ricorderò.





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