Diritto, procedura, esecuzione penale  -  Redazione P&D  -  07/12/2023

TM, la mantide della Brianza condannata a 16 anni e 5 mesi

LA DIFESA: PERIZIA PSICHIATRICA

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Processo a Monza, sentenza di primo grado per la 48enne di Roncello: ha narcotizzato e derubato 9 uomini. La Procura aveva chiesto 15 anni. Il pm: “Se non è morto nessuno è solo un caso”

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Condanna pesante per TM, la 48enne di Roncello (Monza e Brianza) nota come “Mantide della Brianza”: 16 anni e 5 mesi. Lo ha deciso oggi, presso il Tribunale di Monza, il collegio presieduto dal giudice Patrizia Gallucci, che è andato anche oltre le richieste del pm Carlo Cinque, che si erano fermate a 15 anni. La donna è imputata di 21 capi d’accusa, per reati di rapina, lesioni, detenzione di sostanze stupefacenti, indebito utilizzo di carte di credito, e procurato stato di incapacità. I fatti contestati risalgono all’estate del 2021. Con una serie di denunce da parte di uomini sedati e drogati, poi spogliati di soldi, carte di credito e beni personali. A incastrarla furono i carabinieri di Vimercate. La donna è dietro le sbarre di San Vittore dal luglio 2022. “Se non è morto nessuno è solo un caso”, aveva detto il pm durante le requisitoria, visto che diverse delle nove vittime, contattate via Facebook, dopo essere state narcotizzate, avevano avuto incidenti in auto o in bici. I giudici hanno stabilito anche 11mila euro di multa e 3 anni di libertà vigilata, a fine pena. Ma la difesa non ci sta e prepara l'appello: “Chiederemo la perizia psichiatrica”, ha annunciato l'avvocato Andrea Leoni.

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Su nove parti offese, si è costituito parte civile soltanto un 28enne di Trezzo sull'Adda, rappresentato dall'avvocata Barbara Giulivi, che ha ottenuto il diritto al risarcimento dei danni. "Deve avermi drogato, sono uscito di strada con l'auto e sono finito in ospedale, ma non ricordo niente", sosteneva il giovane che tra gli ultimi aveva presentato una denuncia nei confronti di TM.

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Per la pubblica accusa la "mantide della Brianza" sceglieva come agire a seconda dell'età delle vittime: massaggi per i più giovani, raccolte per beneficenza per i più anziani. Le indagini dei militari della Stazione di Bellusco sono partite quando, nell’agosto del 2021, un 83enne di Roncello era stato trovato dal figlio in casa in stato di incoscienza. Trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale di Vimercate, fortunatamente riuscendo a cavarsela, i medici dall’esame tossicologico avevano scoperto che l'anziano risultava avere assunto benzodiazepine, un calmante molto potente. L'83enne aveva raccontato ai carabinieri di essersi addormentato dopo avere bevuto una camomilla in compagnia di una donna che si era presentata alla sua porta per una raccolta di soldi per beneficenza. Quando si era risvegliato in ospedale aveva scoperto che dal suo collo era sparita la collana con alcune medagliette e la fede dal dito.

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Si tratterebbe della stessa tecnica usata dalla M nei confronti di un 84enne di Roncello e di un 67enne della provincia di Como. E pure nei confronti di un 71enne dell'Irpinia che, dopo avere chattato con la 47enne su Facebook, nel parlare delle sue passioni le aveva confidato l’intenzione di vendere la sua collezioni di monete e pennini d'oro del valore di circa 80mila euro.

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Dopo l'arresto altre tre persone si sono unite a quelle che l’avevano già denunciata. Si tratta di un milanese di 51 anni, di un uomo di Trezzo di 28 anni e di un brianzolo di Lentate sul Seveso di 55 anni. La 47enne anche in questi casi li avrebbe sedati con alcuni tranquillanti e li avrebbe rapinati. Il secondo uomo lo avrebbe conosciuto tramite un’amica. Il terzo uomo lo avrebbe conosciuto sempre su Facebook e sarebbe riuscita a farsi consegnare 50 euro parlandogli di una fantomatica operazione a un bimbo malato.

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"Siamo qui a discutere di rapina e lesioni perché che non sia morto nessuno è soltanto frutto del caso", aveva detto il pm. "Forse loro volevano qualcosa di diverso e per ripicca mi hanno denunciata. Ma io facevo solo massaggi. Non ho derubato nessuno", sosteneva invece TM. La sua difesa aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove o quantomeno una diminuzione della pena. Ora la "stangata”: oltre 16 anni di pena. Arriverà la richiesta di perizia psichiatrica.

 




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